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Categoria: Informazione e Ricerca. Inserito Gio 13 Giu 2013

Vitamina C alleata contro la tubercolosi

Un nuovo studio ha rivelato come la vitamina C sia in grado di uccidere i batteri responsabili della Tbc, inclusi i ceppi farmaco-resistenti, prospettando la possibilitÓ di accorciare i tempi della cura e di progettare nuove molecole.

La tubercolosi (Tbc), è una malattia infettiva e contagiosa causata dall’infezione del batterio Mycobacterium tuberculosis. Nel solo 2011 ha colpito circa 8,7 milioni di persone nel mondo e ha causato circa 1,4 mln di decessi, di cui l’80% concentrati in 22 Paesi, principalmente in via di sviluppo[1]. La scoperta dei primi farmaci antitubercolari negli ani '40 e il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie della popolazione hanno alimentato in passato la prospettiva di sconfiggere definitivamente la tubercolosi. A partire dal 1980, invece, la Tbc ha conosciuto una recrudescenza, collegata a una serie di fattori tra cui la diffusione globale dell'AIDS, l'immigrazione massiccia da aree endemiche e la comparsa di ceppi resistenti ai trattamenti farmacologici.

Le infezioni che non rispondono ai farmaci anti-Tbc, in particolare, rappresentano un problema crescente: circa 650 mila persone in tutto il mondo hanno oggi una tubercolosi multi-resistente ai farmaci, il 9% dei quali manifesta una resistenza ancora più forte ai farmaci. I batteri farmaco-resistenti possono essere debellati solo ricorrendo a chemioterapia e a farmaci molto costosi con trattamenti prolungati per diversi mesi (da 6 a 24), nel più scrupoloso rispetto delle indicazioni mediche; solo portando a compimento il ciclo terapeutico è infatti possibile impedire la selezione e la diffusione di microorganismi resistenti. Inoltre, indipendentemente dal ceppo che ha causato la tubercolosi, quando l'assunzione degli antibiotici non viene rispettata, è probabile che la malattia si manifesti di nuovo e vengano contagiate le persone dell'ambiente circostante. 

Secondo un recente studio della Yeshiva University di New York pubblicato su Nature Communications[2], la vitamina C si sarebbe rivelata, in una serie di test di laboratorio, un’arma in grado di uccidere i batteri resistenti ai farmaci anti tubercolosi. La scoperta, hanno raccontato gli studiosi, è stata una serendipità: mentre effettuavano altri esperimenti si sono accorti del tutto casualmente che la vitamina C, in aggiunta al farmaco di prima scelta isoniazide, inducendo reazioni che producono radicali liberi che danneggiano l'agente della tubercolosi, anche nelle colture di Tbc farmaco-resistenti. Lo studio ha evidenziato che la vitamina C sarebbe in grado di provocare la reazione di Fenton, durante la quale il ferro, reagendo con altre molecole, eliminerebbe il batterio della tubercolosi che precedentemente si era dimostrato resistente ai farmaci fino ad ora utilizzati. Inoltre, non solo ridurrebbe i sintomi, ma diminuirebbe i giorni di terapia necessari alla guarigione: l'aggiunta di vitamina C ai regimi di trattamento anti-tubercolosi potrebbe così consentire di accorciare la durata della chemioterapia e dei trattamenti farmacologici, limitando il rischio di scarsa compliance del paziente.

Secondo gli autori, i risultati suggeriscono che anche lo sviluppo di nuovi farmaci che uccidano il patogeno generando radicali liberi potrebbero contribuire al trattamento della tubercolosi. Si renderebbe necessario, infine, studiare i possibili benefici di una dieta ad alto tenore di vitamina C nei pazienti. Pur trovandosi ancora a una fase iniziale, la scoperta potrebbe rafforzare la convinzione comune che una buona salute passi anche attraverso una sana alimentazione.

Fonti:

1 WHO Global Tubercolosis Control 2012

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/75938/1/9789241564502_eng.pdf

2 C. Vilchèze et al., Mycobacterium tubercolosis is extraordinarily sensitive to killing by a vitamin C-induced Fenton reaction, Nature Communications 2013; doi:10.1038/ncomms2898

http://www.nature.com/ncomms/journal/v4/n5/full/ncomms2898.html